
L'EMOZIONANTE STORIA DELL'AVVOCATO CECILIA GARGIULO: IL DIRITTO DI AVERE DIRITTI
- avvceciliagargiulo

- 22 mag
- Tempo di lettura: 1 min
Estratto dall’intervista:
Ogni volta che apro un fascicolo che riguarda un minore, che sia vittima o autore di un atto violento, la prima domanda che mi faccio non è giuridica. È umana: dove era questa persona quando stava crescendo? Chi ha visto? Chi non ha visto? Perché il disagio che oggi esplode nelle cronache non nasce all’improvviso. Ha una storia. Ha radici lunghe, spesso invisibili, che affondano nell’infanzia, nella famiglia, nel contesto in cui un essere umano si è formato — o si è deformato, per mancanza di cura, di ascolto, di confini chiari.
Il disagio dei nostri giorni ha un nome preciso: solitudine relazionale. Non la solitudine fisica — i ragazzi di oggi sono iperconnessi, sempre in contatto con qualcuno attraverso uno schermo. È la solitudine dell’anima. La mancanza di adulti capaci di stare davvero, di reggere le emozioni difficili di un figlio, di dire no quando serve e di spiegare perché. Vedo famiglie in cui i genitori sono presenti fisicamente ma assenti emotivamente. Famiglie in cui il conflitto tra adulti — la separazione, la guerra tra ex coniugi — diventa il paesaggio quotidiano in cui un bambino cresce, convinto che l’amore assomigli a una battaglia.












Commenti